Voice mentoring?! Vi vedo che storcete il naso alla lettura di questa parola. Alcuni di voi si staranno chiedendo “ma che diavoleria è mai questa? Certo che se ne inventano di ogni in questi giorni”. Altri potrebbero essere più curiosi e magari sentirsi tirati in causa al “voice”, per me è stato così, ad esempio.

Non mi ero mai troppo soffermata sulla mia voce né ho particolari paturnie legate ad essa, ma di certo non riascolto gli audio che mando (e le poche volte che lo faccio me ne pento “ma che voce ho? Non sembra la mia!”). Quindi quando mi sono messa in contatto con Nicola Cioce, voicementor, ero quanto meno curiosa.

Nicola Cioce è attore, maestro di voce e canto, speaker, cantautore e consulente. Ha alle spalle una carriera ventennale in editoria come responsabile marketing e comunicazione e art director (URBAN, MOVER, VELVET, METRO).

Ho intervistato Nicola che ci ha spiegato in cosa consiste il suo lavoro e che benefici ne possiamo trarre come individui, come gruppi e come aziende.

Ciao Nicola, grazie per essere qui oggi! Per iniziare non posso non chiederti: ma cos’è il voice mentoring?

Buongiorno Blanca, vedo che entriamo dritti al punto!
Il voice mentoring è un percorso, un viaggio temerario alla ricerca della voce perduta: una voce che, libera da sovrastrutture, giudizio e vergogna, possa “dire” cioè comunicare chi siamo, cosa “sentiamo” e cosa desideriamo; una voce capace di evocare, emozionare, comunicare. È un’occasione per sviluppare le proprie potenzialità vocali, e non solo, con un approccio giocoso e profondo al tempo stesso. Corpo e movimento, emozioni e parole saranno le principali chiavi d’accesso alla nostra voce più autentica.

Il voice mentor vi accompagnerà lungo il percorso seguendo contemporaneamente due direzioni diverse e complementari: il voice portrait e il voice design.
Il voice portrait (la voce che ho) consiste nella esplorazione della propria voce per riconoscersi in essa, conoscerne la “storia”, le caratteristiche peculiari, per imparare ad ascoltarla, per scoprire cosa “sentono” gli altri.

Il voice design (la voce che desidero) è il movimento verso la liberazione, la costruzione e l’espansione delle proprie possibilità vocali ed espressive in genere.
I temi trattati saranno diversi: tecnica vocale, suono, lettura, igiene vocale, respiro, vergogna, canto, recitazione, dizione, articolazione, la voce delle emozioni, l’ascolto consapevole…

Una volta trasmesse le fondamentali conoscenze teoriche il metodo si articolerà sostanzialmente in un percorso esperienziale guidato e i suoi pilastri saranno il gioco e l’emozione.

Ma perché proprio il voice mentoring?

Cosa pensi della tua voce? Non ti piace il suo suono? Te ne vergogni? Non riesci a riascoltarla registrata? Fai fatica ad alzare il volume? Oppure urli sempre e arrivi a sera senza voce? La trovi fastidiosa o monotona? Non riesci a controllarla? Non la senti libera? Sai perché?

Passiamo ore davanti allo specchio a farci belli, andiamo in palestra a sudare, scarichiamo app di ogni tipo di fitness possibile, eppure alla nostra voce non ci pensiamo proprio. O meglio ci pensiamo, ma non ce ne prendiamo cura e quindi, non la conosciamo.
Anche il più grande sapere rischia di rimanere materia inerte senza una voce capace ti accenderlo e condividerlo.

“La voce NON è uno strumento!” Soffermiamoci su questa affermazione che è in controtendenza con quello che siamo abituati a sentirci dire.

Noi siamo la nostra voce!
Conoscere la propria voce e riconoscersi in essa non è così scontato. Questo perché la nostra voce è il risultato non solo delle nostre caratteristiche fisiche ma anche della nostra storia, del nostro vissuto emotivo e fisico, dei nostri pensieri e del nostro inconscio. La voce come e con il corpo dice chi siamo e come stiamo. E lo fa prima delle parole. Prima del linguaggio, il nostro suono e la musica del nostro parlato, la prosodia, dicono di noi anche quando non lo vogliamo. La voce NON è uno strumento! È una porta aperta sul nostro essere donna o uomo. Parla delle nostre gioie e dei nostri dolori, del nostro coraggio e delle nostre paure. Non si impara ad usare la voce, si impara a liberare e ad essere la propria voce. Noi siamo la nostra voce.

Questa è la premessa fondante del voice mentoring che non mira a farci sembrare più sicuri “facendo” una voce più bella o più forte – che il più delle volte arriva all’ascoltatore come artefatta o falsa – ma che, tramite la conoscenza e la valorizzazione della propria voce naturale, ci aiuta a diventare i migliori interpreti di noi stessi.

E come si strutturano i corsi? Insomma, dove, come e quando avviene il tutto?

Il percorso di voice mentoring è pensato per essere realizzato sia in presenza sia on line e può anche svilupparsi integrando le due modalità. La durata degli incontri, la frequenza e il numero dei partecipanti saranno calibrati ad hoc in base alle vostre esigenze e preferenze. Nel corso degli incontri avrete modo di apprendere in modo creativo e coinvolgente i segreti della voce. Attraverso esercitazioni pratiche potrete allenare e verificare le competenze apprese durante i moduli formativi e disegnare il vostro originale stile comunicativo.

Grazie Nicola, mi sembra tutto chiaro e ora penso sentirò la voce di tutti quelli che incontro. Speriamo di rivederci presto e teniamoci aggiornati.

Nicola potrebbe parlare per ore, senza annoiare, anzi, vi sfido a non rimanere ammaliati dalla sua voce. Ma siamo arrivati alla fine dell’intervista, cosa ne pensate ora del voice mentoring? Che tipo di dubbi vi sono rimasti? Fateceli sapere che chissà che non ci si ritrovi presto su questi canali… con Connectional Think Tank Formazione e i suoi corsi ad hoc in base alle esigenze delle aziende e dei singoli.